lunedì 1 maggio 2017

Fantamedicine, finte medicine.

Sono tanti i farmaci che per "tradizione" consideriamo utili ed efficaci che in realtà non fanno niente. 
Sono vere e proprie fantamedicine.

Dagli omeopatici a molti integratori ma anche sciroppi (come quelli per la tosse) e creme per il dolore, l'efficacia di tanti prodotti da farmacia è solo sulla carta, in pratica servono a poco o a nulla. Come definire d'altronde un prodotto omeopatico che contiene il 100% di zucchero? Non ha un principio attivo ma dice di curare le malattie (o di prevenirle), è una magia? No, è semplicemente una falsa medicina, anzi una fantamedicina.
Molto diffusa, le farmacie (e le parafarmacie) ne sono piene, i supermercati ormai anche, la fantamedicina non è un prodotto moderno ma esiste da sempre. In epoca antica, mancando le basi del metodo scientifico, i rimedi per la salute erano frutto letterale di fantasia che poi si andava perfezionando con il tempo e con l'esperienza, solo che quest'ultima era spesso pericolosa: per capire se un rimedio funzionasse o meno non restava che provarlo (con tutti i rischi che ne conseguivano). Erano proprio le esperienze, che poi si tramandavano, a selezionare i rimedi più validi. Il problema è che, di fronte a rimedi e farmaci veramente efficaci, il cui uso si tramandava da una persona all'altra, ne esistevano tanti che lo sembravano ma non lo erano, questo perché i nostri avi non conoscevano la statistica o gli studi in doppio cieco e spesso si andava per tentativi, persino da parte dei medici.
Così, se i nonni italiani per calmare i dolori usavano la "papagna" (un infuso di papavero, sostanza che oggi è la base di potenti antidolorifici), altri usavano le sanguisughe o i vapori di mercurio. Questo perché sembrava funzionassero. I vapori di mercurio, ad esempio, stordivano ed il fatto che una persona in preda al dolore si stordisse e smettesse quindi di lamentarsi, era considerato già un successo (ma a quale prezzo?).
Nonostante gli anni (i secoli) che ci separano da quei tempi, anche noi oggi, moderni e "scientificamente" dotati, siamo preda di vere e proprie credenze, di fantamedicina in abbondanza.

Pensiamo ad esempio alle creme per i dolori (in caso di traumi, dolori muscolari, artrite, eccetera, sono molto usate), avete presente? Bene, sembra proprio che non funzionino.
Non solo il principio attivo è in quantità bassissima ma è difficoltoso anche il suo assorbimento attraverso la pelle. Così molte creme alla fine hanno qualche piccolo effetto ma non per il principio attivo, l'effetto è dovuto agli eccipienti ed è per questo che si parla di un'efficacia molto blanda e poco costante.
Un esempio classico sono le creme omeopatiche (note quelle all'arnica) che contengono pochissima quantità o a volte nessuna traccia del principio attivo (l'arnica, appunto, un'erba con presunte proprietà anti infiammatorie ed antidolorifiche). È già difficile che l'arnica possa avere un effetto vero e proprio ma in quella quantità è praticamente impossibile. Eppure molte persone dicono che la crema un effetto lo avrebbe avuto, che avrebbe funzionato (sollievo del dolore, minore gonfiore ed altro). Com'è possibile?

La maggioranza di queste creme contengono tra gli eccipienti (sostanze aggiunte per "completare" il prodotto, come coloranti, profumi, emulsionanti) delle sostanze che evaporano ("volatili"), tipico è l'alcol ma anche altre. Queste sostanze causano una sensazione di freddo che, unito al massaggio ed alla possibile vasodilatazione (rilasciamento dei vasi sanguigni), possono procurare un sollievo (spesso momentaneo e solo "apparente") per qualche tempo. Nessun effetto terapeutico quindi, solo la "sensazione" che ci sia.
Si tratta quindi di semplici prodotti civetta, li compriamo perché convinti (dalla pubblicità) che funzionano o perché consigliati (dall'amico o dal farmacista) quando in realtà non funzionano più di una borsa di ghiaccio sulla zona.

Uno studio della Cochrane (una revisione di altri studi, 39 per l'esattezza), nota come il 60% di chi ha usato (nello studio) creme anti infiammatorie per il dolore dell'artrite abbia notato una diminuzione del dolore (dopo 6-12 settimane), parliamo di prodotti come il Ketoprofene o il diclofenac, molto diffusi, in Inghilterra sono quasi 6 milioni le confezioni prescritte nel 2014.
Non male, diremmo. Se non fosse che il 50% di coloro che hanno usato SOLO l'eccipiente di ogni prodotto ha ottenuto una buona riduzione del dolore.

Potremmo quindi concludere che usare la crema "vera" con quella senza principio attivo è solo un po' più utile. 
Questo ovviamente non solo non giustificherebbe i prezzi di vendita di questi prodotti ma nemmeno il loro uso perché si tratta di farmaci con potenziali effetti collaterali. Se le persone fossero avvertite che con mezzi molto più economici e semplici potremmo risolvere un problema, probabilmente si informerebbero meglio e qualcuno opterebbe per questi mezzi più a portata di mano (e meno pericolosi).

Curiosa e affascinante la storia dei prodotti "disintossicanti". Noi uomini abbiamo già dei "filtri" che ci "disintossicano", rimuovono dal corpo tutti i residui e gli scarti di ciò che mangiamo, respiriamo o metabolizziamo ogni giorno. Lo facciamo con molti organi, quelli più importanti sono i polmoni, i reni, il fegato.
Se questi organi non funzionassero o delle sostanze tossiche fossero in eccesso, saremmo avvelenati e quindi non avremmo possibilità di vivere in salute e probabilmente moriremmo in breve tempo. Se davvero avessimo bisogno di disintossicarci ed i nostri organi che hanno questo scopo non lo facessero più saremmo candidati ad un trapianto, a cosa possono servirci degli integratori di "carciofo" o una tisana al finocchio? Devo dirlo? Ok: a niente.

Tranne in caso di avvelenamento, non ci serve nessun prodotto disintossicante, non esiste, non ha utilità e spesso non ha nemmeno una funzione disintossicante. Se fossimo avvelenati non solo ne avvertiremmo i sintomi ma i "veleni" sarebbero rilevabili con degli esami abbastanza semplici.
I prodotti "disintossicanti" sono un business.

Non a caso, un dossier di qualche anno fa, notava che la maggioranza dei prodotti venduti come "disintossicanti" non indicava esattamente da cosa dovesse disintossicare e la spiegazione più semplice a questo fatto è che non disintossica da nulla, non ci sarebbe motivo per farlo.

Ma il termine "detox" o "disintossicante" o "depurante", ci attira, ci piace. E vende.
Si tratta di una moda, che non ha alcuna base scientifica e costa, fantamedicina.

La stessa cosa si può dire per molti prodotti sintomatici. Parliamo ad esempio della tosse.



È innegabile che non esiste una terapia (commerciale, di libera vendita, come gli sciroppi o i prodotti da banco) efficace contro la tosse.
Tutte le promesse pubblicitarie sono inevitabilmente smentite dagli studi.
Anche in questo caso però qualcuno nota come, dopo l'uso di uno sciroppo qualsiasi, l'entità del disturbo sia migliorata. Sappiamo che questo significa poco, è un'esperienza personale, le ragioni del miglioramento possono essere tante e quindi è bene basarsi su quello che ci dicono gli studi su numeri ampi, cosa ci dicono? Che non esiste sciroppo o prodotto da banco per la tosse che si possa chiamare efficace.
Ebbene, anche in questo caso, come detto, qualcuno noterà qualche miglioramento e questo non stupisce perché anche molti sciroppi per la tosse contengono eccipienti che possono avere un ruolo di sollievo (temporaneo e limitato). Alcuni contengono miele, altri propoli, altri sono diluiti in glucosio, olii balsamici o zuccheri vari. Tutti questi prodotti tendono ad idratare o "lubrificare" le alte vie aeree e quindi possono procurare la sensazione che il disturbo sia diminuito o migliorato ma, anche in questo caso, il ruolo del principio attivo è minimo o nullo, non a caso, quando non c'erano rimedi considerati "scientificamente dimostrati", la cura per la tosse era rappresentata proprio da oli essenziali, vapori caldi, sciroppi dolci e così via.

La nascita di "fantamedicine" non è esclusivamente un prodotto dell'industria farmaceutica, molte di esse derivano da tradizioni popolari, credenze, superstizioni, passaparola, nascono in epoche lontane quando di vera medicina non ce n'era ed allora ci si arrangiava come possibile, spesso addirittura con talismani e portafortuna dei quali oggi solo alcuni sono sopravvissuti.
Molti così si stupiranno del fatto che comportamenti o rimedi considerati universalmente (anche se poi si noterà che molte di queste tradizioni cambiano da una regione del mondo all'altra) efficaci o utili a curare, non hanno in realtà nessuna base scientifica e nessuna efficacia.
Ne cito solo uno per esempio.
Se vi chiedessi: i "suffumigi" (inalare vapore, aromatizzato o meno) hanno utilità nel miglioramento dei sintomi dell'influenza?
Io avrei risposto di sì, forse anche un po' per logica. Sembra invece che questi miglioramenti non siano evidenti.
Esistono in effetti pochi studi sull'argomento ma quelli che ci sono hanno notato un lieve effetto, soprattutto gli studi americani, che si riduce fino a diventare nullo negli studi europei.
Per questo si può dire che inalare vapori in caso di influenza non è un comportamento che ha un'efficacia dimostrata. Strano, vero?

La maggioranza di queste "credenze" è nata proprio a proposito dei bambini. Ovviamente in un bambino non è possibile usare qualsiasi farmaco (soprattutto in presenza di disturbi banali e passeggeri) e quindi è molto più utile, logico e scientificamente corretto attendere, seguire con attenzione ma senza imbottire il piccolo di prodotti che possono essere più dannosi che utili ma a questo punto bisogna fare i conti con i genitori e questi, davanti ai disturbi di un figlio piccolo, diventano incontrollabili e preda di ansia e stress memorabili.
Più che una terapia per il bambino, quindi, è necessaria una "finta" terapia per tranquillizzare i genitori (cari pediatri e colleghi medici di famiglia, che novità vi racconto, vero?) ed ecco che nascono pillole, vitamine, sciroppi, spray e pomate per tutto. Non mancano veri e propri talismani, come le collane di ambra per la dentizione dei lattanti ed i polsini anti nausea che premono un punto (?) nel polso.
Per lo stesso motivo nascono gli omeopatici.
Quando una mamma spende trenta euro per l'Oscillococcinum (semplici caramelle di zucchero e nessun principio attivo, puro zucchero) per l'influenza del figlio, sta comprando semplicemente un "ansiolitico" senza effetti collaterali ma non per il figlio per lei, per stare tranquilla.
Che le persone siano attirate e desiderose di "rimedi miracolosi" per ogni malanno è risaputo, altrimenti non spenderebbero tanti soldi in cose inutili e prodotti inefficaci.
Ce lo dice anche uno studio: gli italiani amano particolarmente i prodotti per la tosse (che considerano una malattia, preoccupante soprattutto nei bambini) e sono disposti a spendere anche delle cifre ragguardevoli pur di procurarsi il rimedio, inutile ma ricercato.

Se poi entrassimo nel campo delle vitamine e degli integratori, potremmo scrivere un'enciclopedia, così se entrassimo in quello dei mille dispositivi e macchinari inutili e quindi conserviamo l'argomento per qualche altra volta.

Le aziende produttrici, ovviamente, non fanno nulla per smentire queste leggende ed anzi caricano tutto con la pubblicità, spesso mescolano proclami completamente campati in aria con concetti che hanno un suono "scientifico", serio, confondono più o meno volontariamente scienza e fantascienza. A loro conviene, i genitori "fanno qualcosa", i farmacisti vendono, perché dovrebbe fermarsi il mercato delle fantamedicine?
Si tratta di un problema comune, tipico del business della salute e mediante la pubblicità ed il condizionamento sono gli stessi potenziali clienti che alimentano un mercato potenzialmente infinito.

Non per niente la stragrande maggioranza dei prodotti che acquistiamo in farmacia e che usiamo per la salute sono inutili o non hanno nessuna evidenza scientifica di funzionamento.
Non sarebbe meglio ricordarlo ed evitare spese inutili e fregature?

Alla prossima.

56 commenti:

  1. Buona sera dottore, vorrei chiedere se a parer suo anche le creme o gli olii contro cellulite o smagliature sono inefficaci. Magari a far bene non è il prodotto ma l' azione ripetuta di massaggiare.
    Grazie, Maria.

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    1. Questi argomenti sono ottimamente trattati da Beatrice Mautino su Le Scienze.
      E proprio nell'ultimo articolo parla di cellulite.

      http://mautino-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/07/05/di-cellulite-e-favole/

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  2. Non esiste nessun prodotto cosmetico (creme, olii, pomate) che prevenga o riduca cellulite o smagliature. In caso di smagliature da gravidanza sembra che i prodotti a base oleosa riducano lievemente l'entità delle smagliature. Molto probabilmente è proprio come dice lei, più che l'olio è il massaggio che ha questo lieve effetto.
    In questo senso è molto più conveniente usare olii economici (olio di mandorle dolci, ad esempio) al posto di costosissimi oli cosmetici che hanno praticamente lo stesso effetto (ma confezione più "lussuosa").

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  3. Se poi aggiungi il fatto che l'arnica la tieni in frigo...
    C'e' da dire che p.es per i bambini quando si fanno male, meglio dare qualcosa come l'arnica che un lasonil...

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  4. D'accordo su quasi tutto, ma trovo che quanto dice sugli antinfiammatori per uso topico sia una generalizzazione forse eccessiva, visto che lo studio Cochrane citato si riferisce a patologie croniche. Per quelle acute forse il risultato è diverso: http://www.cochrane.org/CD007402/SYMPT_topical-non-steroidal-anti-inflammatory-drugs-acute-musculoskeletal-pain-adults

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    1. Si, è giusto specificarlo.
      Ho comunque specificato che nello studio si parlava dell'artrite. In ogni caso, tra le creme (e gel) in commercio, solo quelle con due precisi principi attivi sembrano avere una certa efficacia (per i dolori acuti) le altre no, somigliano al placebo.
      La maggioranza di quelle in commercio non contengono quei principi attivi.

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  5. Una domanda sui vari estratti di carciofo, cardo mariano, ecc.: leggendo qua e là, soprattutto su siti "seri" (a volte è difficile distinguerli, ma un certo stile di scrittura e il modo con cui vengono trattati vari argomenti può dare una buona indicazione, specie se non si è del tutto digiuni della materia) questi non vengono in genere presentati come "disintossicanti" ma come sostanze che aiutano il metabolismo ad es. di grassi e zuccheri.

    Due esempi che trovo spesso citati, con riferimenti anche a letteratura scientifica (*non* della Boiron... ;-)) sono silimarina e berberina: i dati riportati sembrano confermare che hanno effetti positivi (sebbene niente di "miracoloso") sul metabolismo, e che possono aiutare a regolare i livelli di colesterolo/trigliceridi (silimarina) e glucosio (berberina). Ovviamente non è che uno poi può ingozzarsi di salsicce e torte, perché tanto c'è la pillolina magica che risolve tutto...

    Siamo allo stesso livello dei mezzi placebo di cui sopra, oppure queste sostanze qualcosa fanno veramente (e in questo caso, in quali situazioni risultano utili)?

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    1. Qui il discorso si fa molto più complicato. Alcune delle sostanze elencate (come molti derivati fitoterapici) hanno in effetti qualche efficacia (in vari campi). Il problema è che si parla spesso di quantità, purezza e dosaggi che mai si raggiungeranno con i prodotti da banco. Sia per una questione di costo che per una burocratica. Gli integratori alimentari (e questi prodotti ricadono tutti in questa classe) non hanno l'obbligo di fornire studi o prove della loro efficacia, basta dimostrare siano innocui (altrimenti si dovrebbero vendere come farmaci ed è tutta un'altra cosa, per le aziende soprattutto). Per dimostrare l'innocuità c'è un mezzo semplice e veloce: basta mettere pochissimo principio attivo in modo da renderlo praticamente inefficace, senza effetti. In questo modo sicuramente sarà un prodotto innocuo ma, ovviamente, altrettanto inefficace.
      Non solo. Chi usa questi prodotti spesso lo fa proprio per "equilibrare" altri eccessi (si chiama "effetto airbag") e quindi non conclude nulla.
      Un mio conoscente ha tutti i vizi, dal fumo all'alcol all'eccessiva alimentazione, però a casa sua non mancano mai i multivitaminici che lui prende per "prevenire i problemi di salute". Non so se mi spiego...
      :)

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  6. Quindi qualunque farmaco da banco è inutile? Come faccio a sapere se sto buttando soldi o se sto acquistando qualcosa di efficace? Non lo chiedo per polemica, ma per informazione.
    Fortunatamente mi capita di rado di andare in farmacia a prendere "qualcosa per la tosse" o "qualcosa per il mal di testa", ma devo ammettere che pensavo, per esempio, che i classici sciroppi (non Boiron...) per i bambini funzionassero almeno in parte.

    Significa che asseconderò con ancora maggiore convinzione la mia tendenza a non preoccuparmi eccessivamente per dei comuni sintomi e a non ascoltare le "mamme imparate" che, per quanto io sia sufficientemente immune, spesso ti prendono per sfinimento... :)

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    1. Quindi qualunque farmaco da banco è inutile?

      No, non ho scritto questo. L'Aspirina, ad esempio, è un farmaco utilissimo e molto efficace. Molti farmaci da banco sono invece inutili ed inefficaci.

      Come faccio a sapere se sto buttando soldi o se sto acquistando qualcosa di efficace? Non lo chiedo per polemica, ma per informazione

      In due modi (che sono quelli più ovvi ma spesso li dimentichiamo):
      1) Chiedersi se serve veramente un farmaco, se si sta davvero male, se si ha un disturbo veramente tale.
      2) Chiederlo al proprio medico.

      non ascoltare le "mamme imparate"

      Ah, beh, questo lo metterei nel bugiardino tra gli avvertimenti.
      ;)

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    2. Grazie per la risposta.

      Purtroppo a volte catalogo come "disturbi da curare" anche cose ininfluenti, senza nemmeno farci caso. Dovrò prestare più attenzione.

      Addirittura ho visto pubblicità che hanno reso la cellulite una malattia (giurin giurello, era davvero scritto così!) quindi non mi stupisco del fatto che tosse e naso tappato siano promossi al rango di malanni da curare con farmaci (inefficaci). E dai, e dai, alla fine il dubbio si insinua :( Non per la cellulite eh, fino a lì ce la faccio :D

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  7. Sono d'accordo con l'articolo, però la mia esperienza personale sui suffumigi è diversa. Soffro di allergie e ho le vie respiratorie molto delicate, tanto da avere spesso sinusiti, bronchiti e anche tonsilliti. Sebbene i suffumigi non servano per guarire, trovo che in molti casi agiscano sui sintomi. Li faccio con acqua e bicarbonato e sono miracolosi per il mal di gola, così come mi danno un sollievo transitorio da raffreddore e tosse. Il fatto di umidificare le mucose a mio avviso serve molto. Per tosse e raffreddore lo stesso effetto lo ottengo anche con una doccia calda e prolungata, spesso è l'unico modo con cui riesco a stappare il naso (non uso decongestionanti).
    Poi è ovvio che non servano a "curare" l'influenza, ma mi sembra davvero strano che abbiano solo un effetto placebo

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    1. sono miracolosi per il mal di gola, così come mi danno un sollievo transitorio da raffreddore e tosse

      Eppure sembra proprio che (nei raffreddori) non funzionino più del placebo. Prova un placebo anche tu... chi lo sa... ;)

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    2. Per la tosse uso un bicchiere d'acqua, eventualmente con una goccia di limone (per il sapore). L'idratazione immagino qualcosa faccia, soprattutto di notte (quando la gola tende a seccarsi di suo).

      In un incontro a scuola sull'omeopatia, un ragazzo mi contestò in quanto a lui uno sciropo omeopatico per la tosse faceva benissimo.

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    3. Il bicarbonato non evapora quindi, di fatto, è solo vapor d'acqua

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  8. Non mi toccate il Voltaren, eh?! Mica che vengo a scoprire che sono solo gli eccipienti...

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    1. Leggendo più su c'è il link a uno studio che dimostra che il diclofenac (principio attivo del Voltaren) e il ketoprofene siano tra i pochi che hanno un'efficacia sensibilmente più alta rispetto ai placebo

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  9. Buongiorno, quindi anche i tanto decantati integratori per rinforzare i capelli non servono?
    Me ne è stato consigliato uno a base di vitamine B2,B5, olio di borragine e zinco.... visto il prezzo non l'ho acquistato (intorno ai 32 euro). Però leggendo questo bell'articolo credo che oltre a risparmiare ho evitato anche di acquistare fanta-integratori.

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  10. Per quanto riguarda i suffumigi, a virologia studiai che il rhinovirus è termosensibile, non riesce a moltiplicarsi oltre i 35 °C*, quindi i suffumigi potrebbero essere un buon modo di alleviare l'infezione nelle fasi precoci.
    È anche vero che raffreddori, laringiti e faringiti sono a carico di molti virus (adenovirus, coronavirus, ortho/paramyxovirus...), è quindi possibile che non abbiano comunque effetto.

    * mi dissero anche che per entrare nelle cellule usa l'acido sialico, che è una molecola presente praticamente in tutti i tessuti, e il fatto che sia termosensibile è l'unico motivo per il quale non riesce a sterminare l'umanità, infettando solo le vie aeree superiori.
    Altro che ebola.

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  11. Dott. Di Grazia ho diverse domande da porle, non so se avrà la pazienza di rispondermi ma ci provo lo stesso:

    -un conoscente che lavora nel campo della ricerca farmaceutica mi diceva che fra gli analgesici l'aspirina è in realtà uno dei meno validi e fra quelli che possono dare più effetti collaterali rispetto a farmaci più recenti. Lei che ne pensa?

    -i bagni termali hanno qualche effetto terapeutico su qualcosa o è solo un bagno caldo che puzza di uova marce?

    -il dicoflenac assunto con iniezione inframuscolare ha un apprezzabile effetto antidolorifico o non si discosta poi molto dal prodotto in crema?

    -sempre riferito ai prodotti per il mal di schiena cosa dice la letteratura riguardo alle fasce riscaldanti? Il sollievo che se ne trae è solo un placebo? Talvolta mi sembrano più efficaci delle iniezioni anche se in generale il mal di schiena non mi molla mai del tutto :-(

    -infine, l'aereosol con i vari farmaci che si possono inserire è assimilabile all'effetto dei suffimigi o ha una reale funzione terapeutica?

    Grazie e buona giornata.

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    1. fra gli analgesici l'aspirina è in realtà uno dei meno validi e fra quelli che possono dare più effetti collaterali rispetto a farmaci più recenti.

      Praticamente tutti gli analgesici hanno effetti collaterali e, come sempre, è più l'uso che se ne fa a determinarne i rischi. Ovviamente ci sono dolori che richiedono un tipo di analgesico ed altri che ne richiedono un altro, l'Aspirina è in genere ideale per un dolore acuto di breve durata e non intensissimo. Altri tipi di dolore richiedono altri antidolorifici che al contrario sarebbero eccessivi in dolori meno "seri". Penso agli oppiacei, efficacissimi ma che possono dare una forte dipendenza (che ovviamente inizia con un uso prolungato).

      i bagni termali hanno qualche effetto terapeutico su qualcosa

      Possono avere effetti terapeutici ma pensare facciano miracoli è ingenuo, anche in questo caso dipenderà da molti fattori, dal tipo di acqua e dal disturbo. C'è anche una forte componente placebo.

      il dicoflenac assunto con iniezione inframuscolare ha un apprezzabile effetto antidolorifico

      Sì, sembra averlo e superiore al placebo.

      Il sollievo che se ne trae è solo un placebo?

      No, il sollievo è reale, bisognerebbe fare un conto "costo-beneficio" perché spesso sono care. Non si tratta di cura farmacologica o di lunga durata, è un sollievo temporaneo, la cosa positiva è che gli effetti collaterali sono praticamente nulli (anche se i prezzi...).

      l'aereosol con i vari farmaci che si possono inserire è assimilabile all'effetto dei suffimigi o ha una reale funzione terapeutica?

      Domanda troppo generica, impossibile rispondere, dipende da quali farmaci e per quali problemi, in alcuni casi (asma bronchiale) sembrano essere molto efficaci, in altri (influenza, mal di gola...) molto meno. Ultimamente inoltre hanno creato dei farmaci che riescono ad essere molto efficaci via aerosol.

      PS: Per favore, niente nomi commerciali o prodotti identificabili, lo so che non è facile ma non è possibile fare pubblicità, già ho fatto molte eccezioni.
      Grazie.

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  12. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  13. A questo punto c'è anche da domandarsi se davvero il caffè, il the o le varie bevande energetiche tengano davvero svegli e se camomilla e infusi o la valeriana rilassino davvero.

    Sono placebo anche questi?

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    1. La maggioranza di bevande energetiche sono in realtà bevante ipercaloriche che contengono anche un po' di caffeina (più o meno quella contenuta in una tazzina di caffè). La caffeina ha un blando effetto "energizzante" (inteso come miglioramento dell'attenzione e delle performances) che è molto condizionato dalle aspettative (so che bevendo caffè starò più "sveglio" ed in effetti lo sarò). C'è un curioso esperimento nel quale un caffè decaffeinato fa aumentare la frequenza cardiaca più di un caffè normale o un altro in cui l'esercizio fisico blando (salire alcune rampe di scale) aumenta le performances e l'attenzione più di una tazzina di caffè. Il placebo in questi casi comanda ed infatti l'effetto del caffè è molto soggettivo. Se funziona usalo, in giusta quantità non fa male, anzi.

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    2. per tè e caffe ho avuto un paio di esperienze abbastanza significative, con relativamente poca probabilità di autoingannarsi.

      non bevevo praticamente mai caffe, una notte dopo 2 giornate di quasi 20 ore tirate ed aver rischiato un paio di incidenti per colpo di sonno, mi sono fermato a prendere un caffe e mi ha svegliato abbastanza da fare mezzora di macchina senza problemi e da avere anche un pò di difficolta ad addormentarsi.

      in un altra occasione ho passato una dozzina di ore alla segreteria di una convention in mezzo a casini vari e sono arrivato cotto ma ancora sveglio alla fine, il che mi è sembrato assai strano visto le esperienze precedenti, poi mi sono venute in mente le due bottiglie da 1,5L di tè bevute durante la giornata, e ho presunto abbiano avuto una certa influenza :)


      non so però se l'effetto possa essere cosi significativo per chi è già abbondantemente drogato ;-)

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  14. Doc domandone: Il raffreddore non vive ad una temperatura superiore a 36/37 gradi (e per questo non invade il nostro corpo ma rimane localizzato nel naso). Giusto?
    Fare le fumenta (quindi inalare vapore caldo) non potrebbe avere un effetto "killer" sul raffreddore semplicemente perche' porta il naso ad una temperatura letale per il raffreddore?

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    1. Il raffreddore non vive ad una temperatura superiore a 36/37 gradi (e per questo non invade il nostro corpo ma rimane localizzato nel naso). Giusto?

      Intendi il virus del raffreddore? Quale? Perché dipende. In realtà il virus non resta confinato nel naso, però i sintomi sono quasi tutti a carico delle alte vie respiratorie.

      Fare le fumenta (quindi inalare vapore caldo) non potrebbe avere un effetto "killer" sul raffreddore semplicemente perche' porta il naso ad una temperatura letale per il raffreddore?

      A quanto pare il meccanismo è diverso. I sintomi del "raffreddore" sono favoriti dalla secchezza delle vie respiratorie, tipiche dei mesi invernali perché si sta al chiuso e si usano riscaldamenti. Per questo quasi sempre si ha raffreddore e mal di gola. I vapori puntano ad "umidificare", idratare le vie respiratorie e quindi, oltre a dare sollievo, riducono il rischio di disturbi.
      Sono però tutte ipotesi.

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    2. Intendi il virus del raffreddore?
      si
      Quale?
      Boh mica son medico son sistemista/programmatore :P

      A quanto pare il meccanismo è diverso. I sintomi del "raffreddore" sono favoriti dalla secchezza delle vie respiratorie, tipiche dei mesi invernali perché si sta al chiuso e si usano riscaldamenti.
      [...]
      Sono però tutte ipotesi.

      Capito. Grazie!

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  15. Fyi

    https://fusionefredda.wordpress.com/2017/03/28/gsvitrapporto-41/#comment-58986

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  16. Dott Di Grazia, il discorso sulla efficacia delle creme e valido anche per le creme antirughe? Sono poco efficaci? Anche se sostengono di avere numerosi principi attivi tipo il coenzima q10 o altro che avrebbero un effetto sulle rughe?

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    1. Nessuna crema, di nessun tipo, "cancella" o migliora definitivamente le rughe. Si tratta quasi sempre di creme idratanti che possono dare tono alla pelle e "riempirla" per qualche ora. L'effetto sulle rughe è solo visivo, estetico e temporaneo.

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    2. Tempo fa avevo letto su una rivista un'indagine sui prodotti di bellezza, e la conclusione era praticamente la stessa data dal dottore a proposito dei prodotti da banco contenenti derivati da erbe: il loro principio attivo qualche funzionalità ce l'avrebbe anche, sulla carta (...della confezione), ma per evitare i costi e le grane legali in cui incorrerebbero trasformando il "prodotto da banco" (che per legge "basta che non faccia male") in un "farmaco" (che richiede invece costosissime verifiche e sperimentazioni), ne mettono talmente poco che in pratica non ha quasi più alcun effetto, se non qualcosa di temporaneo. Ma questo ovviamente non lo dicono.

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  17. Personalmente ho sempre avuto dubbi sui prodotti al propoli e arnica, in quanto non viene mai dichiarata la quantità del principio attivo, e mi sono sempre sembrati specchiaetti per le allodole, in quanto pur presentando sostanze fitoterapiche in teoria efficaci, non è assolutamente detto che siano in dosi adeguate.
    Per quanto riguarda la tosse, se gli eccipienti mi calmano la tosse anche solo per pochi minuti, di sicuro non hanno curato un bel niente, però per 10 minuti non ho tossito !! A volte è quel che mi basta per addormentarmi. E' vero che delle volte basta un bicchiere d'acqua.

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  18. Buongiorno Doc, seguo da parecchio tempo il blog (abbiamo anche già avuto modo di scambiarci opinioni via email in passato) e devo ammettere che questa è la prima volta in cui la mia esperienza personale sembra contraddire le evidenze riportate dall'articolo.
    Ora, per come sono fatto io, ho sempre considerato una mia credenza pregressa, se in contrasto con quanto emerso o riportato qui, fosse sbagliata e quindi ho corretto il tipo (per altro facendo proseliti con la famiglia ^^ ).
    Stavolta, però, mi trovo davvero in difficoltà: mi riferisco, nello specifico, all'arnica. Devo premettere che nella cura delle mie figlie non mi sono mai affidato a pseudomedicine come l'omeopatia, né mai lo farò. Premetto anche che ad una buona zuccata ho sempre fatto seguire un'altrettanto buona dose di ghiaccio in loco per il gonfiore.
    Ultimamente, però, ho avuto esperienze su adulti in cui l'arnica (presa per le bambine e usata DOPO il ghiaccio per trattare le contusioni) ha avuto effetto contro la sensazione di bruciore dovuta ad ustione (di primo grado). Per effetto intendo che la fastidiosa sensazione di dolore è scomparsa immediatamente.

    Dando per scontato che l'arnica non abbia effetto alcuno come riportato nell'articolo, a cosa è dovuta questa sensazione di sollievo? Agli eccipienti? La borsa del ghiaccio o l'acqua fredda (che ho sempre usato) non ha mai fatto sparire il dolore così improvvisamente. Il punto, quindi, qual è? Non cura ma dà sollievo per la durata del tempo necessario alla nostra epidermide di ripararsi da sola?

    In tal caso non è accettabile un uso che dia sollievo, pur sapendo che non sta guarendo, al solo scopo palliativo di ridurre il fastidio?...
    ma a parte la disquisizione filosofica: se mi scotto, che diavolo ci metto su per guarire prima? :))))

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    1. ad una buona zuccata ho sempre fatto seguire un'altrettanto buona dose di ghiaccio in loco per il gonfiore

      Ottima abitudine (ed efficace). :)

      l'arnica (presa per le bambine e usata DOPO il ghiaccio per trattare le contusioni) ha avuto effetto contro la sensazione di bruciore dovuta ad ustione

      Sull'ustione non ci sono molti studi ma poi dipende dalla via di somministrazione. Crema? Pillole? Perché, come ho spiegato, in molte creme ci sono degli eccipienti che possono dare sollievo e lo stesso massaggio per applicarle ha un suo effetto. Ho cercato di nuovo qualcosa sull'arnica ed è confermato (ho trovato uno studio sulla sostanza al 10% sui dolori in generale): non funziona.
      http://www.tandfonline.com/doi/abs/10.3109/10582452.2014.883012

      Quindi bisognerebbe chiedersi, se non è l'arnica cos'è? E non posso saperlo.

      In tal caso non è accettabile un uso che dia sollievo, pur sapendo che non sta guarendo, al solo scopo palliativo di ridurre il fastidio?

      Io credo che ognuno debba essere semplicemente consapevole di ciò che usa. Se veramente quel prodotto ha procurato sollievo pazienza, sarà l'arnica, il placebo, il massaggio non importa, l'importante è sapere che non si deve usare come "terapia" perché non ci sono evidenze lo sia.

      se mi scotto, che diavolo ci metto su per guarire prima?

      Un'ustione, se non grave, guarisce da sola. Il problema è il dolore o il fastidio e lì ci sono due possibilità il freddo o un analgesico. Credo la cosa migliore sia fare le cose in questa sequenza (se non va bene una passare alla successiva).

      Freddo.
      Freddo e analgesico.
      Controllo.
      Medico.

      Saluti!

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    2. "
      Se veramente quel prodotto ha procurato sollievo pazienza, sarà l'arnica, il placebo, il massaggio non importa, l'importante è sapere che non si deve usare come "terapia" perché non ci sono evidenze lo sia.
      "
      Questa è un po' comica, cioè sta dicendo che è fin un peccato che ci sia gente che abbia benefici con trattamenti che altri definiscono inutili?
      Pazienza... :-)

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    3. Nel suo link si trova scritto:
      "
      Even the better studies showed at most a modest effect
      "
      e
      "
      The efficacy of Arnica in doses of 10% and below is not supported by the available evidence
      "
      Chi legge tragga le proprie conclusioni.

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    4. cioè sta dicendo che è fin un peccato che ci sia gente che abbia benefici con trattamenti che altri definiscono inutili?

      No, ho scritto che anche se non c'è evidenza che quel prodotto funzioni, l'importante che abbia dato qualche sollievo, potrebbe essere stato un meccanismo diverso dal principio attivo, persino effetto placebo, nulla di drammatico. Così si capisce meglio?

      The efficacy of Arnica in doses of 10% and below is not supported by the available evidence

      Che è esattamente quello che ho scritto nel post e nei commenti. L'arnica, per il dolore, non funziona.

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  19. Una domanda, a fronte di tonnellate di prodotti al propoli e all'arnica, esiste ad esempio sull'arnica solo quel lavoro citato o una letteratura ampiamente consolidata ? anche in senso negativo, sia chiaro ! Non c'è proporzionalità tra venduto e test ?
    Poi cosa intendiamo come efficacia ? Se uno prodotto "balsamico" i cui eccipienti mi fanno diminuire la tosse per qualche minuto dandomi un po' di sollievo, migliorando temporaneamente la qualità della mia esistenza senza ovviamente intaccare la causa (virus, batteri, allergia che sia), è un effetto che viene considerato ?

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    1. esiste ad esempio sull'arnica solo quel lavoro citato o una letteratura ampiamente consolidata ?

      Di letteratura ce n'è tanta ma purtroppo (come accade spesso) di vario tipo, da cose serie a vere e proprie marchette pubblicitarie. Per questo cerco di limitarmi alle "review" o alle metanalisi (sono quegli studi che "riassumono" i risultati degli altri studi selezionandoli tra i più importanti). La conclusione è abbastanza chiara, la propoli non funziona alle dosi e per i motivi per cui è venduta. La sua azione anti infiammatoria è, probabilmente, solo tradizionalmente tramandata ma non sembra avere riscontri reali.

      Poi cosa intendiamo come efficacia ?

      In questo contesto di un prodotto che ha effetti positivi più significativi del placebo (quindi di una sostanza che non si usa a quello scopo).

      è un effetto che viene considerato ?

      No perché sarebbe una banale mossa commerciale. Un esempio.
      Si sa che il mentolo provoca sensazione di freschezza.
      Io venditore potrei aggiungerlo ad una crema al miele vendendola come curativa. Il mio prodotto "NODOLforte", al miele di ginepro africano, è noto per provocare una forte sensazione di freschezza che migliora i dolori. Il miele di ginepro africano costa 1000, il mentolo 1 ed ovviamente in quella crema ci saranno 0,5 mg di miele e 200 gr. di mentolo.
      In realtà quindi sto compiendo un'operazione commerciale, la crema al miele costa 100 (che il cliente spende volentieri perché sa di comprare qualcosa di efficace ma anche di raro, particolare, esotico) ma costerebbe 5 se acquistassi solo mentolo (che oltre all'essere comune è percepito come un prodotto "semplice").
      Eppure i risultati ci sono, le promesse mantenute.
      Quale sarebbe il problema?
      Quello dello sbilanciamento dell'interesse che in questi casi è quasi tutto dalla parte di chi vende.

      A parità di efficacia sto vendendo un prodotto che avrebbe gli stessi risultati di un altro che costerebbe un quarto, senza bisogno di mentire sulle sue caratteristiche.
      Non so se mi sono spiegato.

      Un esempio reale? Molte creme per le smagliature. Costano tantissimo (45 euro 10 fiale), efficacia molto bassa in confezione da lusso, durata 10 giorni. La stessa efficacia si ottiene con un flacone da 500 cc di olio di mandorle, costo due euro, durata due mesi.
      L'efficacia è quindi simile, è il resto che conviene evitare.
      E non prendiamo in esame i prodotti che di efficacia NON ne hanno.
      :)

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  20. Incredibile come anche tra i commenti a questo articolo ci sia gente che pur definendosi razionale nell'(non) approccio alle fantamedicine, si definisca però scettica riguardo almeno una delle cose elencate (arnica, inalazione di vapori piuttosto che creme o altro) ignorando totalmente che nella scienza l'esperienza personale conta meno di zero... Dovrei essere positivo leggendo i commenti invece alcune piccole obiezioni al suo fantastico articolo mi lasciano pessimista...

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    1. Intendo scettica riguardo l'inutilità...

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    2. Non credo che sia così. Siamo suoi lettori e in quanto razionali, pur avendo la massima stima di Salvo, facciamo quello che si fa in scienza, ovvero mettiamo alla prova le sue affermazioni. Se no saremmo una folla adorante, cosa che non vorrebbe nemmeno lui. Oltretutto non tutti noi abbiamo le mani in pasta con la completa bibliografia scientifica medica sopratutto se siamo specializzati in altri domini del sapere, ed eravamo abituati ad avere fiducia dei professionisti laureati in farmacia o ctf che ci consigliano l'Arnica, il Propoli etc ... cambiare non è un passagigo banale.

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  21. Una curiosità, soffro di calcoli renali a volte quando la sabbiolina esce e "gratta" le vie urinarie ho qualche fastidio sotto il consiglio di un'amica farmacista e erborista uso la tintura madre di uva ursina, e a me sembra che dia sollievo... potrebbe essere solo un placebo o aiuta veramente? Lei mi disse che è una delle erbe efficaci veramente, che anni fa con una 30 di erbe si facevano tutte le preparazioni ora cercano di rifilarci anche l'erba del prato...

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    1. potrebbe essere solo un placebo o aiuta veramente?

      L'uva ursina (ma in concentrazioni ponderali, non omeopatiche o diluite) ha un ruolo nei fastidi da infezioni urinarie ricorrenti. Non è un antibiotico, non "cura" le infezioni ma può dare sollievo. Unico vero "contro" è spesso il prezzo.

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    2. Dovrebbe essere se non erro un blando disinfettante delle vie urinarie, oltre il prezzo il contro è anche il sapore disgustoso

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  22. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  23. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  24. Buongiorno Dott. Di Grazia credo che quando linka dei siti per criticarne i contenuti, farebbe bene ad aggiungere al link la dicitura rel="nofollow" altrimenti rischia di fare un favore ai proprietari di questi siti rendendoli più visibili in rete.

    Non sono sicuro che sia effettivamente come le dico, perché non sono un esperto informatico, però nel dubbio io al suo posto lo farei.

    Vedo che il suo blog è un blogspot, che è lo stesso tipo di blog che utilizzo io.

    Dopo aver scritto un suo post nella maniera abituale, dovrebbe cliccare sul pulsante HTML e aggiungere manualmente rel="nofollow" ai link che non intende pubblicizzare, salvare la pagina, per poi ritornare alla consueta modalità SCRIVI.

    Esempio:

    invece di scrivere

    (a href= "http://www.metododibella.org/it/") Sito dei Di Bella(/a)

    dovrebbe scrivere

    (a href= "http://www.metododibella.org/it/" rel="NOFOLLOW") Sito dei Di Bella (/a)

    Con questo piccolo accorgimento potrebbe (forse) salvare la vita a qualcuno.

    PS

    Ho utilizzato i caratteri "(" al posto dei caratteri "<" altrimenti non riuscivo a scrivere l'esempio.

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    1. Sì, grazie, ha ragione ma problemi di tempo di proibiscono di fare attenzione anche a questi particolari. Anche se poi in fondo non posso impedire che la gente si suicidi. Io informo, posso anche indicare i siti "da evitare", poi ognuno faccia le sue scelte.
      Saluti!

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    2. Mi permetto di precisare che il problema non è quello di consigliare i siti da evitare. Questo è pacifico. :)
      L'attributo rel="NOFOLLOW" serve ad indicare al motore di ricerca (google & compagnia) che quel determinato link non dovrebbe essere seguito e/o indicizzato. Serve, in buona sostanza, a non contribuire ad un migliore posizionamento del sito in questione nei risultati delle ricerche.
      Tempo permettendo non sarebbe una cattiva idea inserirlo anche se, mi rendo conto, il tempo è spesso tiranno.

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  25. A me hanno insegnato che la tosse non va curata. Spesso non va neanche calmata, ma anzi favorita. Nei rari casi in cui sia certa l' origine limitata alle alte vie respiratorie, ad esempio causata da un forte raffreddore con scolo di muco nel retrofaringe, magari i suffumigi di acqua e bicarbonato che faceva mia nonna con l' asciugamano in testa potevano aiutare a fluidificare. Invece per lo stesso tipo di tosse , il mio babbo, una generazione dopo, pigliava il patino, andava al largo per trovare l' acqua più pulita e aspirava dal naso l' acqua di mare. Il fatto che vivesse sul mare aiutava :) . Due generazioni dopo a mio figlio faccio lavaggi nasali con soluzione fisiologica. 250ml per narice e QUELLA tosse passa ( fino al lavaggio successivo ) e riduce parecchio il rischio che l' infezione dalle alte vie passi a quelle basse, rimuovendo batteri ed evitando sinusiti.
    Chiaro che se la tosse è causata da bronchite tutto questo non serve a calmarla , e non deve essere calmata. Servirà una macchina da aerosol, ma di quelle buone. ( a proposito, sapete che solo 2 marche garantiscono che le particelle di medicinale nebulizzate abbiano l' esatta dimensione in micron per poter arrivare alle piccole vie del polmone ? E tutte le altre che fanno poco più che suffumigi che caspita le vendono a fare ? ). Così potrò fluidificare in profondità con ipertonica. Insomma, via, l' acqua di mare che usava il babbo.
    Per il bicarbonato che usava la mi' nonna dobbiamo solo attendere di saperne di più, perchè come disse Paul Quinton che l' ha sperimentato su se' stesso (oltre a innumerevoli altre droghe lecite e non) : It works ! E recenti studi sembrano dargli ragione.

    Qualche volta i rimedi popolari non ci coglievano in pieno ma ci andavano vicino :)

    Però più di tutti aveva ragione la mia bisnonna , classe 1899 quando vedendomi distrutta per le notti in bianco che mi faceva passare mio figlio, serafica mi diceva : " io alla tu' nonna un po' di papaverina gliela davo, Dormiva che sembrava pagata. E 'un mi pare sia diventata tanto scema ". Averle dato ascolto....

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    1. Ops, una precisazione che davo per scontata ma forse non lo è :

      " a me hanno insegnato che la tosse non va curata" .... perchè è un sintomo , va curata la causa che la provoca.

      "Spesso non va calmata" ... perchè è un meccanismo utile all' espettorare e calmarla non aiuta a combatterne la causa.

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  26. Dottor salvo, che ne pensa degli integratori di betacarotene consigliati dai dermatologi per quelli che come me hanno fotoTipo 1 prima dell'esposizione solare?

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  27. Stimatissimo Dott.Di Grazia, le scrivo per chiederle cosa ne pensa dell'integratore D-Mannosio nella cura della vulvodinia. La ringrazio per la divulgazione scientifica che porta avanti quotidianamente.

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  28. A quando un articolo sulle famose strisce adesive che dovrebbero aiutare in caso di dolore o contrazione muscolare?
    Vedo che vengono usare pure da tantissimi atleti famosi.

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